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Archivio per categoria: Amore

Sei in: Home1 / Diario di Bordo2 / Amore

AMORI DIGITALI

Ottobre 14, 2023/0 Commenti/in Amore, Articoli Fabio Piccini, Diario di Bordo/da Roberta Maggioli

In un’epoca in cui la tecnologia continua a spostare e confondere il confine che esiste tra realtà e fantascienza, sta emergendo una nuova frontiera dell’ esperienza umana: provare desiderio o addirittura innamorarsi di umanoidi creati dall’Intelligenza Artificiale.

Pensate al fiorire del consumo di Hentai 3D nel corso degli ultimi anni, al più recente caso Replika, o al fenomeno crescente dei cosiddetti fictiosessuali, giusto per fare qualche esempio. Certo, l’amore è sempre stato un’ emozione complessa e sfaccettata, capace di sfidare facili definizioni o limitazioni, ma nel mondo di oggi non è più limitato al regno delle relazioni umane.

L’ascesa dell’intelligenza artificiale e della robotica hanno dato vita al nascere di nuove forme di compagnia e di affetto, nelle quali gli esseri umani stanno creando profonde connessioni emotive con le macchine (avete visto i film Her, Ex Machina o Blade Runner 2049?).

Ma cosa spinge un umano a essere attratto di un umanoide fino a desiderarlo sessualmente? Le risposte variano, ma spesso ruotano attorno a qualità uniche che i “non umani” possono offrire: una bellezza e una passionalità che non risentono del passare del tempo, e ancora, lealtà e accettazione incondizionata, memoria e capacità di adattarsi (indefinitamente) ai bisogni dei loro partner umani.

Un avatar creato dall’intelligenza artificiale può ascoltare senza giudicare, essere affettuoso e disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e persino anticipare le nostre esigenze. Tuttavia, innamorarsi di un’Intelligenza Artificiale solleva anche profonde domande sulla natura dell’amore e della coscienza oltre, naturalmente al timore per comprensibili rischi e considerazioni etiche.

Può una macchina ricambiare davvero l’amore quando è semplicemente una proiezione delle nostre emozioni? Può un’Intelligenza Artificiale possedere una coscienza? Quali diritti e responsabilità abbiamo in queste relazioni? Sono domande ancora premature ma, mentre navighiamo in questo territorio quasi inesplorato, una cosa è chiara: l’amore (e il sesso) sono esperienze in rapida e profonda evoluzione.

Innamorarsi di un avatar sfida la nostra percezione di ciò che significa connessione ed estremizza i confini di ciò che significa amare. Che si tratti di un fascino passeggero o di un coinvolgimento più serio, ci ricorda che l’amore è, e sarà sempre, un mistero complesso e bellissimo.

A qualcuno di voi è già capitato di perdere la testa per un avatar creato da un’Intelligenzza Artificiale?

 

https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/10/IMG-20231005-WA0015.jpg 896 1413 Roberta Maggioli https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/06/RelazionInfinite.jpg Roberta Maggioli2023-10-14 10:27:492023-10-19 12:39:25AMORI DIGITALI
grazie per avermi lasciata

TI RINGRAZIO PER AVERMI LASCIATA

Giugno 5, 2023/0 Commenti/in Amore, Articoli Roberta Maggioli/da Roberta Maggioli

TI RINGRAZIO PER AVERMI LASCIATA

Quando il partner ci lascia, proviamo un dolore intenso, difficile da metabolizzare.

Sapere che l’uomo che amiamo e sul quale abbiamo investito sentimenti, tempo, aspettative, soldi, vuole cancellarci dalla sua vita, perché non andiamo più bene per lui, perché non abbiamo più il valore speciale di prima, ci crea una ferita emotiva molto profonda.

Il vissuto della fine dell’amore

All’inizio sperimentiamo confusione e smarrimento, non ci sembra possibile che l’altro ci stia abbandonando; poi sprofondiamo in un mix di emozioni negative, quali delusione, tristezza, vuoto, angoscia, ansia, rabbia, disperazione, che impiegano un po’ di tempo per riassorbirsi.

Possiamo temere di non poter vivere senza di lui, di impazzire, perché lo ritroviamo costantemente nei nostri pensieri. Sentiamo una forte mancanza di tutto ciò che era solito donarci e che arricchiva le nostre giornate; veniamo private delle abitudini condivise, dei progetti fatti insieme.

Possiamo provare rimorso o sensi di colpa per qualcosa che abbiamo detto o fatto, o non detto e non fatto: “Se solo avessi”, “E’ colpa mia”, “Perché non ho?”.

Sentiamo diminuire la nostra autostima e crescere la nostra insicurezza: lasciandoci, egli ha messo in dubbio il nostro valore, forse non siamo sufficientemente amabili per nessuno, soprattutto se nel corso della nostra vita, abbiamo sperimentato altri abbandoni. Nella nostra mente, predominano pensieri negativi su noi stesse: “Non valgo niente…”, “Non sono abbastanza…”, “Non vado bene”, “Nessuno può amarmi così come sono”. Viviamo un intimo senso di fallimento e precarietà e sentiamo di non avere più controllo sulla nostra vita. Il futuro assume contorni incerti e nefasti, mentre il passato, diventa un rifugio scomodo e doloroso, perché i ricordi, fatti di parole e frammenti di vita vissuta, ci fanno sprofondare nella più cupa nostalgia.

Le nostre emozioni sono ancora più difficili da elaborare, quando scopriamo che l’ex ci ha mentito, ci ha tradito o ci ha mancato di rispetto, oppure quando ci ha lasciato tramite il ghosting, cioè è sparito improvvisamente senza fornirci alcuna spiegazione. Tipicamente, ricerchiamo il senso del suo abbandono e, non potendo trovare delle risposte perché è irrintracciabile, non riusciamo ad andare oltre la sua scomparsa per molto tempo.

Quando il partner ci abbandona, non ci sentiamo vulnerabili solo emotivamente ma lo diventiamo anche fisicamente. Lo stress psicologico che sperimentiamo può determinare un abbassamento delle nostre difese immunitarie. Tendiamo ad ammalarci più frequentemente, perdiamo l’appetito, il sonno, la salute, almeno per un po’. Il nostro corpo può accusare dolori fisici vari e tensione muscolare. Il nostro viso assume un’espressione triste e scoraggiata, che ben esprime la sofferenza interiore che proviamo.

L’elaborazione della perdita

Solitamente, la metabolizzazione di una perdita avviene in maniera fisiologica, attraverso il susseguirsi di fasi intense: passiamo dalla fase iniziale di shock e confusione, alla depressione, alla rinegoziazione e alla rabbia. Il processo è particolarmente doloroso e non lineare. E’ come intraprendere una strada tortuosa in salita: molte emozioni negative si ripresentano, si sovrappongono, fino al loro completo riassorbimento e al sopraggiungere dell’accettazione dell’accaduto.

Superare un abbandono è una tra le reazioni più personali che esista, perché risente dell’influsso di fattori molteplici, quali le caratteristiche della relazione che abbiamo vissuto, non per ultima come è avvenuta la sua fine, e le nostre caratteristiche individuali, tra cui la nostra età, i nostri tratti di personalità, gli schemi interpersonali che abbiamo appreso fin dall’infanzia, se soffriamo o meno di un disturbo psicologico, se abbiamo vissuto in passato traumi che ci hanno segnato o altri addii.

Disgrazia o fortuna?

All’inizio questa esperienza può sembrarci una disgrazia, la cosa peggiore che possa capitarci. Al contrario, con il passare del tempo e se ben vissuta, può diventare un’occasione di profonda crescita personale e può insegnarci tanto sulle relazioni, sulla vita e soprattutto su noi stesse.

Nella solitudine del nostro dolore, siamo obbligate a guardarci dentro: a riconoscere i nostri errori ma anche a ritrovarci, a ristabilire una connessione con la nostra essenza più intima.

Chi sono io ora che fino a un attimo fa mi specchiavo nello sguardo amorevole dell’altro?

Dobbiamo ridefinire la nostra identità, destabilizzata dalla decisione dell’ex.

Dobbiamo prenderci cura di noi stesse, ricostruire le nostre giornate, sintonizzarci sui nostri bisogni, valorizzare le nostre capacita, riappropriarci dei nostri sogni, desideri ed ambizioni per ripartire verso nuove destinazioni.

Solo accollandoci la responsabilità del nostro benessere, la nostra sofferenza non sarà sprecata.

Continueremo a salire la strada intrapresa fino a raggiungere nuove altezze e nuove visioni, impensabili all’inizio di questo percorso.

In vetta, scopriremo di essere sopravvissute al dolore, di aver sviluppato le potenzialità che erano nascoste in noi, di aver consolidato una forza impensabile, oltre ad autonomia, indipendenza ed autenticità.

Con il passare del tempo comprenderemo di non aver subito solo una perdita, ma di aver ottenuto dei rimborsi e in alcuni casi anche dei lauti guadagni. Per esempio, uno dei primi aspetti positivi successivi a una separazione è il poter fare tutte quelle cose che il partner detestava e che ci impediva di includere nella vita di coppia. Inoltre, la libertà che ci è stata donata può permetterci di realizzare quei progetti più personali che avevamo sacrificato per il bene comune.

L’ex è la persona che ha reso possibile il nostro risveglio interiore, che ha contribuito all’attivazione della versione migliore di noi stesse. Lo abbiamo perso, abbiamo sofferto, ma ci siamo ritrovate e dopo che ogni legame emotivo con lui sarà reciso, saremo in grado di riconoscere e apprezzare totalmente il nostro cambiamento.

Quando il dolore blocca il processo

Tuttavia, quando la sofferenza diventa insostenibile e compromette lo svolgimento delle attività quotidiane, perché le rimuginazioni generano emozioni negative troppo intense, insonnia o comportamenti disfunzionali (abuso di farmaci, alcol, cibo o sviluppo di dipendenze dal gioco, dal sesso, da internet, etc…), e’ necessario chiedere aiuto.

Uno psicologo può intervenire per impedire che avvenga la cronicizzazione di un vero e proprio disturbo mentale. Può aiutare ad individuare i tentativi di auto-sabotaggio, tra cui superare la paura/certezza di non poter trovare un nuovo amore o il timore di soffrire ancora. Inoltre, quando si prospetta una nuova relazione, egli può sostenere scelte affettive più in linea con i propri bisogni, per evitare di ricadere in quei rapporti che riproducano l’esperienza abbandonica già subita.

Un intervento professionale di sostegno psicologico può favorire l’elaborazione e il superamento della perdita in maniera costruttiva e il recupero di un equilibrio stabile, in minor tempo.

Se ritieni di non aver superato la fine di una storia e senti di aver bisogno di un supporto psicologico per andare oltre, contattami per una consulenza al 335-5334721 (anche whatsapp) o scrivimi una mail maggioli.roberta72@gmail.com D.ssa Roberta Maggioli

https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/05/grazie-per-avermi-lasciata.jpg 400 495 Roberta Maggioli https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/06/RelazionInfinite.jpg Roberta Maggioli2023-06-05 08:00:032023-10-26 10:05:00TI RINGRAZIO PER AVERMI LASCIATA
dipendenza affettiva

Dipendenza affettiva: SENZA DI TE NON ESISTO!

Maggio 31, 2023/in Amore, Articoli Laura Neri/da Laura Neri

SENZA DI TE NON ESISTO

La dipendenza affettiva.

Riuscire ad individuare il limite tra un’equilibrata relazione di coppia e uno stato di dipendenza affettiva non è sempre facile, l’autoinganno è sempre dietro l’ angolo, soprattutto per chi si trova coinvolto  emotivamente in un difficile rapporto con l’altro.

Partiamo dal presupposto che la dipendenza fa parte dell’amore, in quanto persona desiderante e amante, dipendo dal mio oggetto d’amore. Ho bisogno di te perché ti amo che si dovrebbe poter distinguere e discostare dal ti amo perché ho bisogno di te.

Ho bisogno di te perché ti amo / ti amo perché ho bisogno di te.

Questa modalità affettiva disfunzionale di impostare le relazioni spesso ha radici nell’infanzia, riuscire a individuare i meccanismi consci e inconsci che la sottendono permette di prendere consapevolezza e renderci liberi di poter scegliere di assumere  una posizione psichica maggiormente autonoma nei confronti del partner e di se stessi.

L’Amore parassitario

La persona che vive l’amore con questa modalità rischia di passare l’intera esistenza ponendosi in modo parassitario nei confronti del partner subissandolo di richieste di presenza e di rinuncia eccessive, alimentando  un pensiero ossessivo nei confronti dello stesso considerato spesso come unica ragione di vita.  
D’altra parte questa focalizzazione sul partner non fa altro che deresponsabilizzare il soggetto dipendente dal sostenere il proprio desiderio rispetto ad una soddisfazione altra.

La rinuncia ai propri sogni, obiettivi, interessi, la paura di cambiare e l’inibizione ad esplorare il mondo esterno al di là dell’ amore per il partner, non è solitamente contemplato o spesso vissuto come un tradimento nei confronti dell’amato, mentre, in realtà chi si sta tradendo, è solamente se stessi.  Io rinuncio alla mia vita e lo stesso richiedo a te affinché questo amore possa soddisfare ogni nostro bisogno, sembra  sia spesso il pensiero che sottende il mantenimento di questa posizione.


La ricerca di quella simbiosi che tutti noi esseri umani abbiamo goduto, coccolati e nutriti nell’utero materno, in molti casi sembra che il soggetto, una volta cresciuto, non possa  rinunciarvi, ricercando nella relazione con il partner, in modo deresponsabilizzante, che qualcuno  pensi a lui e gli permetta di non pensare a se stesso  distogliendolo dal sostenere il proprio desiderio.

Il dipendente affettivo

Le radici di questa modalità affettiva vanno ricercate nell’infanzia, il bambino da quell’utero materno in cui tutto era soddisfatto senza chiedere, una volta nato inizia ad esperire le prime naturali frustrazioni dovute al differimento tra richiesta e soddisfacimento del bisogno. Nel dipendente affettivo spesso riscontriamo che le prime relazioni dell’infanzia sono caratterizzate dalla trascuratezza dei bisogni emotivi primari, questa frustrazione precoce porta a vissuti di insicurezza e abbandono, bassa autostima che il soggetto cerca di compensare con il controllo ossessivo ed una identificazione con il partner con il fine di compensare le carenze affettive esperite nella relazione con i genitori. Tale modalità funge da cura indiretta di se stesso e per colmare quel vuoto di presenza.

Abitualmente il dipendente affettivo può essere attratto da persone problematiche verso le quali può mettere in atto il suo tentativo di sfida con l’obiettivo di redimere’, piuttosto che da partner equilibrati ,solitamente vissuti come noiosi e poco interessanti
Si troverà spesso invischiato in relazioni difficili in quanto tenterà con la messa in scena del teatrino già vissuto nelle relazioni genitoriali di cambiare il finale cercando di cambiare il partner.
Diventa indispensabile prendere consapevolezza della propria modalità disfunzionale di relazionarsi, capirne le origini per poter attuare un cambiamento

 

https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/03/dipendenza-affettiva.jpg 400 495 Laura Neri https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/06/RelazionInfinite.jpg Laura Neri2023-05-31 08:00:232023-06-05 07:49:48Dipendenza affettiva: SENZA DI TE NON ESISTO!
amore rifiutato

L’AMORE RIFIUTATO

Maggio 2, 2023/0 Commenti/in Amore, Articoli Roberta Maggioli, Canzoni, Diario di Bordo/da Roberta Maggioli

L’AMORE RIFIUTATO

A molti di noi è capitato di vivere un amore non corrisposto: di esserci innamorati di qualcuno che ci ha respinto. Possiamo aver accusato il colpo, provando una sofferenza superficiale, simile a un taglio fatto con la carta che dopo poco tempo guarisce, senza lasciare alcuna cicatrice. Oppure il rifiuto può averci riaperto una ferita dolorosa e profonda che ben conosciamo: se durante l’infanzia un famigliare ha adottato un atteggiamento rifiutante nei nostri confronti o crescendo alcuni partner ci hanno allontanato è molto più faticoso metabolizzare l’accaduto.

Dopo essere stati respinti è come se nella nostra mente si installasse un filtro che condiziona i nostri pensieri e i nostri comportamenti: metterci in relazione con gli altri diventa complesso. Per esempio possiamo essere inclini a cercare costantemente l’approvazione e il riconoscimento da parte delle altre persone e parallelamente sviluppare una vulnerabilità ad ogni commento e critica negativa che riceviamo. Possiamo fraintendere una gentilezza di un amico/a per un suo interesse romantico oppure sentirci respinti anche quando in realtà non lo siamo, scappando per primi. Possiamo cercare di compensare il profondo senso di solitudine e il bisogno di affetto che proviamo, volendo a tutti i costi una relazione, anche con qualcuno a cui non interessiamo o che non può darci quello che vorremmo per mancanza di compatibilità o perché già impegnato in una relazione. In alcuni casi, per la sua indisponibilità, lo/a idealizziamo e diventa per noi irresistibile, una vera e propria ossessione. Nonostante la quotidiana dose di frustrazione e dolore nutriamo una speranza incrollabile che prima o poi lo/a convertiremo al nostro amore. Scegliamo quel legame ad ogni costo per non sentirci senza valore come in passato anche se realisticamente è una relazione che non ha presente né futuro, in cui sostanzialmente replichiamo un copione che ci è famigliare e da cui non sappiamo uscire.

Le ferite psicologiche che conseguono ad un rifiuto non vanno fatte “infettare” perché rischiamo di sviluppare una sintomatologia di tipo depressivo.

Quando veniamo respinti, la nostra ragione non riesce a prendere le distanze dalla sofferenza che ne consegue. Proviamo una forte tristezza, ansia, disagio, senso di vuoto e/o rabbia che in rari casi può innescare gravi forme di aggressività, eterodiretta o autodiretta. Spesso la cronaca nera narra di partner respinti che cercano vendetta o che si fanno male.

Quando veniamo rifiutati immancabilmente sviluppiamo un atteggiamento estremamente autocritico, identificando tutti i nostri difetti e sviluppando la convinzione di essere inadeguati (per esempio “non sono abbastanza interessante per lui/lei”) arrivando a credere che vivremo sempre la stessa situazione (“nessuno mi amerà mai perché non sono interessante per nessuno”).

Riesaminiamo ogni istante della relazione alla ricerca del passo falso che abbiamo commesso (“non avrei mai dovuto…”), colpevolizzandoci e idealizzando l’altro come perfetto, unico a poterci salvare e che può legittimare il nostro valore. La convinzione profonda che sviluppiamo è: se avessimo fatto qualcosa di diverso avremmo potuto realizzare il nostro sogno d’amore.

Quando la nostra autostima comincia a sgretolarsi parallelamente iniziamo a costruirci (più o meno consapevolmente) una corazza per evitare di rivivere la sofferenza che abbiamo già provato. Iniziamo a isolarci, a fuggire dagli altri, alterando il nostro naturale senso di appartenenza.

Tutti questi pensieri e comportamenti in realtà non fanno altro che aumentare il nostro dolore, come se gettassimo sale sulla ferita.

Quando una persona che non ci vuole afferma: “non dipende da te, ma da me” è l’assoluta verità: non le interessiamo e semplicemente il suo volere va accettato. Se non ce lo dice, come nel caso del ghosting è una verità ancora più incontrovertibile oltre che una grande fortuna perché ci ha mostrato, dileguandosi, tutta la sua immaturità affettiva.

L’amore è un magico incontro in cui si allineano bisogni infantili, desideri, attrazioni fisiche e mentali, complicità emotive, stili di vita, aspettative e progettualità.

Veniamo respinti quando l’altro ritiene che non è possibile far combaciare questi aspetti tra di noi.

Se avete sofferto a causa di un rifiuto e avete bisogno di aiuto o solo voglia di condividere con me le vostre esperienze o riflessioni in merito a questo articolo, contattatemi al 3355334721 oppure scrivetemi una mail a questo indirizzo: maggioli.roberta72@gmail.com

 

D.ssa Roberta Maggioli

Psicologa – Facilitatrice SoulCollage®

Studio a Rimini, Via Dario Campana 14

Dal 2020 colloqui online (tramite Skype o Zoom o Meet o Whatsapp)

(Contenuto già pubblicato sul sito del Dottor Roberto Cavaliere: https://www.psicheeamore.it/?s=Amore+rifiutato)

 

https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/05/amore-rifiutato.jpg 400 495 Roberta Maggioli https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/06/RelazionInfinite.jpg Roberta Maggioli2023-05-02 09:26:422023-06-05 07:49:57L’AMORE RIFIUTATO
amore esiste

L’AMORE ESISTE

Maggio 2, 2023/0 Commenti/in Amore, Diario di Bordo/da Roberta Maggioli

L’AMORE ESISTE (Francesca Michielin)

“L’amore esiste” canta Francesca Michielin. La giovane artista espone grandi semplici verità sull’amore, in una duplice prospettiva positiva: l’amore romantico che fa sognare e che tutti vorremmo vivere almeno una volta nella vita, e l’amore universale.

La canzone inizia mostrandocene la forza dirompente: l’amore, in maniera inaspettata, entra nella nostra vita, ci travolge, ci lascia senza fiato, senza parole. Come un fiore sboccia all’improvviso in uno sguardo e finalmente ci sentiamo capiti, connessi ad un altra persona e dunque meno soli. 

L’amore è grande, è difficile contenerlo, prende il controllo della nostra mente e del nostro cuore. Ci fa battere i denti, ci fa piangere per l’emozione ma anche per il dolore. Nel tempo, infatti, può crescere ma anche finire, non abbiamo garanzie che durerà per sempre.

L’amore ci fa sentire vivi e felici come non mai: ci spinge nel futuro e confina le sofferenze e le delusioni che abbiamo provato nel passato.

Il vero amore ci cambia lentamente, ci rende migliori.

Possiamo provare amore per le persone ma anche per la natura, per gli animali, per la vita. E’ amore tutto ciò che ci emoziona, che porta calore al nostro cuore. Lo sperimentiamo nelle piccole cose di ogni giorno: in un gesto, in un sorriso, quando condividiamo la nostra umanità.

La Michielin termina il suo brano approdando all’amore universale che esce dall’ottica individualistica: è un flusso gratuito nei confronti del prossimo e di ogni essere vivente.

Anche il videomusicale di questo pezzo è molto suggestivo; la cantante guarda il mondo attraverso un grande diamante, emblema della purezza, quasi a volerci invitare a vedere tutto attraverso quella lente.

E per te l’amore esiste?

Se avete voglia di condividere con me le vostre esperienze o riflessioni in merito a questa canzone, contattatemi al 3355334721 oppure scrivetemi una mail a questo indirizzo: maggioli.roberta72@gmail.com

D.ssa Roberta Maggioli

Psicologa – Facilitatrice SoulCollage®

Studio a Rimini, Via Dario Campana 14

Dal 2020 colloqui online (tramite Skype o Zoom o Meet o Whatsapp)

 

L’amore esiste – Francesca Michielin

Può nascere dovunque
anche dove non ti aspetti
dove non l’avresti detto
dove non lo cercheresti
può crescere dal nulla
e sbocciare in un secondo
può bastare un solo sguardo
per capirti fino in fondo
può invadere i pensieri
andare dritto al cuore
sederti sulle scale
lasciarti senza parole
l’amore ha mille steli
l’amore è un solo fiore

Può crescere da solo
esaurire come niente
perché nulla lo trattiene
o lo lega a te per sempre
può crescere su terre
dove non arriva il sole
apre il pugno di una mano
cambia il senso alle parole

L’amore non ha un senso
l’amore non ha un nome
l’amore bagna gli occhi
l’amore scalda il cuore
l’amore batte i denti
l’amore non ha ragione

È grande da sembrarti indefinito
può lasciarti senza fiato
il suo abbraccio ti allontanerà per sempre dal passato
l’amore mio sei tu
l’amore mio sei

L’amore non ha un senso
l’amore non ha un nome
l’amore non ha torto
l’amore non ha ragione
l’amore batte i denti
l’amore scalda il cuore

Può renderti migliore
e cambiarti lentamente
ti da tutto ciò che vuole
e in cambio non ti chiede niente
può nascere da un gesto
da un accenno di un sorriso
da un saluto, da uno sbaglio
da un percorso condiviso

L’amore non ha un senso
l’amore non ha un nome
l’amore bagna gli occhi
l’amore scalda il cuore
l’amore batte i denti
l’amore non ha ragione

L’amore non ha un senso
l’amore non ha un nome
l’amore bagna gli occhi
l’amore scalda il cuore
l’amore batte i denti
l’amore non ha ragione

L’amore mio sei tu
l’amore mio sei tu
l’amore mio sei tu
l’amore mio sei tu

(Contenuto già pubblicato sul sito del Dottor Roberto Cavaliere: https://www.psicheeamore.it/2020/02/20/394/)

 

https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/05/amore-esiste.jpg 400 495 Roberta Maggioli https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/06/RelazionInfinite.jpg Roberta Maggioli2023-05-02 09:25:452023-07-19 11:26:15L’AMORE ESISTE
incantevole

INCANTEVOLE

Aprile 2, 2023/0 Commenti/in Amore, Articoli Roberta Maggioli, Canzoni, Diario di Bordo/da Roberta Maggioli

“Fuori è un giorno fragile ma tutto qui cade incantevole quando resti con me”, cantano i Subsonica in “Incantevole”. Il loro è un tributo all’amore vero, quello che ci riempie di gioia, di energia e di positività. Lo viviamo quando accanto abbiamo una persona con cui possiamo essere noi stessi, che ci sa stare accanto adattandosi e sostenendoci, senza intralciarci mai. Solo chi ci ama veramente può garantirci questo. Solo se amiamo veramente garantiamo questo.

Viviamo una condizione effimera, in un mondo fragile, dove tutto può cambiare o finire da un momento all’altro. Ma qualunque cosa negativa accada intorno a noi, l’amore vero è la nostra protezione, un filtro che ci fa vedere tutto in una luce migliore e ci proietta in un’altra dimensione, dove tutto è “incantevole”.

 

Incantevole

Se leggera ti farai
Io sarò vento
Per darti il mio sostegno
Senza fingere

Se distanza ti farai
Io sarò asfalto
Impronta sui tuoi passi
Senza stringere mai.

Se battaglia ti farai
Io starò al fianco
Per darti il mio sorriso
Senza fingere

Se dolore ti farai
Io starò attento
A ricucire i tagli
Senza stringere mai.

Fuori è un giorno fragile
Ma tutto qui cade incantevole come quando resti con me
Fuori è un mondo fragile
Ma tutto qui cade incantevole come quando resti con me

Se innocenza ti farai
Io sarò fango
Che tenta la tua pelle
Senza bruciare.

Se destino ti farai
Io sarò pronto
Per tutto ciò che è stato
A non rimpiangere mai.

Fuori è un giorno fragile
Ma tutto qui cade incantevole come quando resti con me
Fuori è un giorno fragile

Fuori è un giorno fragile

Fuori è un giorno fragile

Fuori è un giorno fragile

 

Fuori è un giorno fragile

Ma tutto qui cade incantevole come quando resti con me
Fuori è un mondo fragile
Ma tutto qui cade incantevole come quando resti con me

Fuori è un giorno fragile

Ma tutto qui cade incantevole come quando resti con me
Fuori è un giorno fragile
Ma tutto qui cade incantevole

 

Se volete condividere con me le vostre esperienze o riflessioni in merito a questa canzone, contattatemi al 3355334721 oppure scrivetemi una mail a questo indirizzo: maggioli.roberta72@gmail.com

 

D.ssa Roberta Maggioli

Psicologa – Facilitatrice SoulCollage®

Studio a Rimini, Via Dario Campana 14

Dal 2020 colloqui online (tramite Skype o Zoom o Meet o Whatsapp)

email: maggiolir@libero.it o maggioli.roberta72@gmail.com

 

(Contenuto già pubblicato sul sito del Dottor Roberto Cavaliere: https://www.psicheeamore.it/?s=Incantevole)

https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/05/incantevole.jpg 400 495 Roberta Maggioli https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/06/RelazionInfinite.jpg Roberta Maggioli2023-04-02 09:23:452023-06-04 09:46:00INCANTEVOLE
disconnessioni

DISCONNESSIONI AFFETTIVE

Aprile 1, 2023/0 Commenti/in Amore, Articoli Roberta Maggioli, Diario di Bordo/da Roberta Maggioli

DISCONNESSIONI AFFETTIVE

Nel terzo millennio, l’amore ha acquisito una dimensione virtuale, complementare ed equivalente a quella reale. Da un paio di decenni, social network, servizi di messaggistica e dating app hanno trasformato il modo di conoscersi, interagire, corteggiarsi, innamorarsi e vivere le relazioni affettive. Se da un lato hanno facilitato la socializzazione e il raggiungimento di una ininterrotta intimità emotiva, dall’altro hanno dato vita a nuovi fenomeni, tra i quali è importante sapersi orientare. Mi riferisco al benching, al mosting, al ghosting, al caspering, allo zombieing, all’orbiting e all’haunting.

 

Il BENCHING si verifica quando una persona evita ogni chiarimento sulla natura delle proprie intenzioni e dei propri sentimenti. Lascia l’altro nell’incertezza di un possibile interesse, lo tiene in sospeso, in panchina (in inglese “bench”). Non vuole impegnarsi in alcun rapporto e spesso ha più frequentazioni contemporaneamente. Chi subisce il benching, vive nell’attesa di un messaggio, di una telefonata o di un invito, che arriva molto sporadicamente.

 

Al contrario, chi mette in pratica il MOSTING (dal termine inglese “most”, che significa “più”)  manifesta un grande coinvolgimento e interesse per una relazione. E’ un gran adulatore, fa sentire il partner unico, speciale e lo illude circa possibili sviluppi del rapporto, che però non si realizzeranno mai. Le promesse che fa si riveleranno presto false, perché all’improvviso si dileguerà, senza dare spiegazioni.

 

Esattamente come chi fa GHOSTING (dal termine inglese “ghost”, che significa fantasma) che è solito scomparire nel nulla, senza fornire motivazioni e senza farsi alcun scrupolo. Tuttavia rispetto al mosting è meno presente la componente illusoria. Le vittime di entrambi questi fenomeni si trovano ad affrontare un dolore intenso e inaspettato, dato dall’abbandono subito, a cui non riescono a dare un senso.

 

Un’altra variante del ghosting è il CASPERING (da “casper” il fantasmino protagonista del celebre film): dopo aver mostrato un iniziale coinvolgimento, un partner inizia ad allontanarsi assumendo un atteggiamento sempre più freddo e sempre più distaccato, per poi arrivare a svanire nel nulla dopo un semplice messaggio di circostanza.

 

Una possibile evoluzione del ghosting è lo ZOMBIEING. A distanza di mesi, pochi o molti che siano, il ghoster riappare all’improvviso (resuscita come uno “zombie” dal mondo dei morti) con l’intenzione di  riavvicinarsi. Può contattare l’ex sul cellulare oppure rifarsi vivo con alcune interazioni sui social. Per lui, cercare di riconquistare una seconda volta la stessa persona, entrare e uscire a piacimento dalla sua vita, è una sfida eccitante, gratificante che gli conferisce potere, senso di possesso e conferma personale. La vittima di ghosting, al contrario sviluppa un conflitto interiore: da un lato desidera fortemente dare all’ex partner un’altra occasione perché ne ha sognato a lungo il ritorno; dall’altro sente di dover chiudere definitivamente il rapporto perché non si fida più e teme di essere nuovamente abbandonata.

 

Oppure il ghoster ritorna e inizia ad alimentare la vecchia relazione con briciole di messaggi o interazioni sui social, in maniera più occasionale rispetto allo zombieng. Pratica quello che viene definito il BREADCRUMBING (dalla parole inglese “breadcrumbs” che significa “briciole di pane”). Egoisticamente vuole riaffacciarsi nella vita dell’ex, mandando segnali circa un possibile ritorno di fiamma, non avendo in realtà nessuna intenzione di costruire un rapporto stabile. Crea dunque false illusioni.

 

Allo stesso modo, chi fa ORBITING (dalla parola inglese “to orbit” che tradotto significa orbitare) non vuole chiudere definitivamente la relazione precedente e ricomincia a seguire la vita dell’ex sui social  mettendo qualche like, guardando le sue storie o gli stati di whatsapp. Mostra interesse, attenzione e presenza, ma non cerca mai un contatto diretto come chi mette in atto lo zombieing. Si comporta come fanno i pianeti, che fluiscono lungo le loro orbite, attorno a un punto senza mai toccarlo né abbandonarlo. Vuole mantenere una qualche forma di contatto e di controllo, di modo che, qualora in futuro lo desiderasse nuovamente, potrebbe riaprire una porta mai chiusa.

 

Simile all’orbiting e’ il fenomeno dell’HAUNTING (traduzione dall’inglese “chi perseguita”). Una precedente frequentazione diventa una presenza virtuale che occasionalmente spia il profilo, le foto, le storie, gli stati di whatsapp o  mette qualche like o cuoricino, per poi scomparire e riapparire continuamente. Nel tempo va e viene a suo piacimento, creando una sorta di persecuzione.

 

Tipicamente tutti questi fenomeni sono messi in atto da individui che possiedono dei tratti narcisistici, istrionici, evitanti, borderline o dei veri e propri disturbi di personalità. Appaiono, scompaiono, tornano o visualizzano, solo per il proprio interesse, per mantenere un certo controllo sull’altro, incuranti degli stati d’animo che suscitano. Adottano comportamenti manipolativi che testimoniano gravi difficoltà personali di tipo emotivo, comunicativo e relazionale.

Questi fenomeni virtuali appena illustrati ci mostrano come sia dilagante una disconnessione affettiva degli altri e soprattutto da se stessi.

 

Se avete sofferto a causa di uno di questi fenomeni e avete bisogno di aiuto o solo voglia di condividere con me le vostre esperienze o riflessioni in merito a questo articolo, contattatemi al 3355334721 oppure scrivetemi una mail a questo indirizzo: maggioli.roberta72@gmail.com

 

D.ssa Roberta Maggioli

Psicologa – Facilitatrice SoulCollage®

Studio a Rimini, Via Dario Campana 14

Dal 2020 colloqui online (tramite Skype o Zoom o Meet o Whatsapp)

 

(Contenuto già pubblicato sul sito del Dottor Roberto Cavaliere: https://www.psicheeamore.it/?s=Disconnessioni+affettive)

https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/05/disconnessioni.jpg 400 495 Roberta Maggioli https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/06/RelazionInfinite.jpg Roberta Maggioli2023-04-01 09:18:502023-06-04 09:46:29DISCONNESSIONI AFFETTIVE
insonnia d'amore

INSONNIA D’AMORE

Marzo 3, 2023/0 Commenti/in Amore, Articoli Roberta Maggioli, Canzoni, Diario di Bordo/da Roberta Maggioli

INSONNIA D’AMORE

 

Quali sono i momenti più difficili dopo la fine di una storia d’amore? Ce li racconta Arisa nella canzone “La notte”, composizione dolce e raffinata in cui mette a nudo le sue sensazioni più intime.

Con voce delicata e suggestiva ci confida che mentre di giorno si può fingere di stare bene, negando la sofferenza che si prova, la verità arriva di notte, nella solitudine del nostro animo.

Dopo la fine di un legame importante, un dolore diffuso, persistente e insostenibile, ci invade il corpo, la mente, il cuore e l’anima, e non ci lascia scampo.

Quando siamo soli, nel silenzio della notte, le nostre ginocchia tremano, lo stomaco si chiude, la testa scoppia, il cuore batte martellante, gli occhi si riempiono di lacrime.

E non riusciamo a dormire perché la nostra mente vaga alla ricerca di un senso e di una accettazione che non riusciamo a trovare. I pensieri ci tormentano, l’amore ci manca, la nostalgia che proviamo aumenta ogni minuto che passa.

Arisa arriva a una prima profonda riflessione: anche se la vita ci ha separati da chi amiamo, l’amore che proviamo per quella persona è eterno e continuerà.

Nel momento del dolore, che ha una sua dignità e funzione vitale, nulla ci porta sollievo: non basta un raggio di sole a illuminare un cielo scuro; non basta scrivere su un foglio i propri pensieri; non basta sapere che si è entrambi sconfitti, perché le motivazioni fondate o infondate contano sempre meno. Arisa chiede “il sole dov’è”. Manca il calore, la luce, l’energia, la vita. E’ come se fosse sceso un lungo inverno, fatto di freddo, buio e ghiaccio e si vaga dentro se stessi come lei nel videoclip vaga in casa, da una finestra all’altra.

Dopo averci parlato della profonda sofferenza che si prova, Arisa ci congeda con una seconda riflessione piena di speranza: “l’amore può allontanarci. La vita poi, continuerà”. Anche se ci sembra di non riuscire a superare il dolore, il progredire incessante della vita, ci prenderà per mano e ci porterà altrove e nel tempo, dentro il nostro cuore, si creerà spazio per un nuovo amore.

 

Testo “La notte” (Arisa)

Non basta un raggio di sole in un cielo blu come il mare
Perché mi porto un dolore che sale, che sale
Si ferma sulle ginocchia che tremano e so perché
E non arresta la corsa lui non si vuole fermare
Perché è un dolore che sale, che sale e fa male
Ora è allo stomaco fegato, vomito, fingo, ma c’è

E quando arriva la notte
E resto sola con me
La testa parte e va in giro
In cerca dei suoi perché
Né vincitori, né vinti
Si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci
L’amore continuerà

Lo stomaco ha resistito anche se non vuol mangiare
Ma c’è il dolore che sale, che sale e fa male
Arriva al cuore lo vuole picchiare più forte di me
Prosegue nella sua corsa, si prende quello che resta
Ed in un attimo esplode e mi scoppia la testa
Vorrebbe una risposta, ma in fondo risposta non c’è

Il sale scende dagli occhi
Il sole adesso dov’è
Mentre il dolore sul foglio è
Seduto qui accanto a me
Che le parole nell’aria
Sono parole a metà
Ma queste sono già scritte
E il tempo non passerà

Ma quando arriva la notte, la notte
E resto sola con me
La testa parte e va in giro
In cerca dei suoi perché
Né vincitori, né vinti
Si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci
L’amore poi continuerà

E quando arriva la notte, la notte
E resto sola con me
La testa parte e va in giro
In cerca dei suoi perché
Né vincitori, né vinti
Si esce sconfitti a metà
L’amore può allontanarci
La vita poi, continuerà

Continuerà
Continuerà

 

 

Se soffrite di insonnia a causa della fine di una relazione e avete bisogno di aiuto o solo voglia di condividere con me le vostre esperienze o riflessioni in merito a questa canzone, contattatemi al 3355334721 oppure scrivetemi una mail a questo indirizzo: maggioli.roberta72@gmail.com

 

D.ssa Roberta Maggioli

Psicologa – Facilitatrice SoulCollage®

Studio a Rimini, Via Dario Campana 14

Dal 2020 colloqui online (tramite Skype o Zoom o Meet o Whatsapp)

 

Se avete voglia di condividere con noi le vostre esperienze o riflessioni in merito a questo articolo, contattateci!

 

(Contenuto già pubblicato sul sito del Dottor Roberto Cavaliere: https://www.psicheeamore.it/2020/12/04/insonnia-damore/)

https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/05/la-notte.jpg 400 495 Roberta Maggioli https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/06/RelazionInfinite.jpg Roberta Maggioli2023-03-03 09:23:132023-06-04 09:46:08INSONNIA D’AMORE
ghosting

L’ALTRO LATO DEL GHOSTING

Febbraio 26, 2023/2 Commenti/in Amore, Articoli Roberta Maggioli, Diario di Bordo/da Roberta Maggioli

L’ALTRO LATO DEL GHOSTING

La mancanza è la presenza più forte che si possa sentire

Un fenomeno molto diffuso nel mondo digitale è il ghosting, una pratica crudele utilizzata per chiudere una relazione.

Il ghosting è ciò che accade quando una persona conclude un rapporto senza comunicare le proprie intenzioni e i motivi della rottura: scompare nel nulla, diventa come un fantasma (un “ghost”, da cui deriva il nome “ghosting”). Improvvisamente interrompe qualsiasi contatto, si rende irreperibile: cancella il proprio profilo dai social, blocca o elimina l’altro dalle proprie amicizie, non risponde più alle sue telefonate, ai suoi messaggi, alle sue e-mail.

Il ghoster, colui che fa ghosting (ho scelto di utilizzare la forma impersonale maschile per non appesantire la lettura ma è una pratica messa in atto in egual misura dalle donne) si comporta come un illusionista: si smaterializza e magicamente fa svanire nel nulla la relazione e le proprie responsabilità. Evita le reazioni imprevedibili della partner che lascia e le emozioni negative che vivrebbe di riflesso. Non vuole sentirsi in colpa per il dolore che le provoca.

Se il rapporto è in essere da poco tempo, si sente addirittura giustificato a chiudere la storia in questo modo soprattutto quando essa è nata in un social network o in una dating app, luoghi in cui è possibile chattare con più profili contemporaneamente e nei quali una relazione diventa insignificante in maniera molto veloce.

Il ghosting è una facile via d’uscita utilizzata da colui che usa un’identità virtuale falsa, a causa della propria timidezza, insicurezza, senso di inadeguatezza oppure a causa della propria malafede, perché ha già un rapporto stabile o addirittura una famiglia e internet è solo un’occasione di svago e leggerezza. Quando la partner avanza le prime richieste per far evolvere il rapporto in un qualcosa di più concreto, non potendosi mostrare per chi è veramente, scompare. Oppure si dilegua perché ha spostato l’attenzione su una conoscenza nuova e più interessante di quella in essere.

Ci sono anche ghoster che pur potendo vivere liberamente una storia d’amore ad un certo punto sentono l’urgenza di troncare il rapporto anche quando funziona, perché soffrono di philophobia: sono incapaci di sostenere la vicinanza emotiva con un’altra persona, di esprimere i propri bisogni e di accogliere i suoi. Probabilmente, durante l’infanzia hanno sofferto a causa di un genitore che è stato poco presente o lo è stato in maniera incostante cioè, gli ha mentito, lo ha criticato, rifiutato, tradito o abbandonato. Questi tipi di ghoster scappano perché hanno sviluppato uno stile di attaccamento disfunzionale, temono di soffrire come in passato. La partner diventa una sorta di capro espiatorio di emozioni di vecchia data, di cui spesso non hanno nemmeno la giusta consapevolezza.

All’opposto, alcuni ghoster vogliono ferire intenzionalmente. Scompaiono per infliggere una sorta di punizione a causa della rabbia o della delusione che hanno provato nella relazione. Oppure il ghosting serve per convincere la partner a pensare o comportarsi in un determinato modo, per esempio a fare sexting (scambiarsi materiale di natura sessuale, come messaggi, foto, video). Il ghoster di questo tipo conosce la sua vittima, sa che rendendosi invisibile, sarà ancora più desiderato e dunque amato, nonostante la rottura e che la ex non attende altro che il suo ritorno. Spesso agisce questa violenza psicologica nella relazione che intrattiene con una dipendente affettiva, all’interno di quella grave forma di manipolazione che esercita nei suoi confronti, detta gaslighting.

Frequentemente il ghoster ritorna sui suoi passi, fa quello che viene definito zoembing, cioè, riattiva la relazione come era precedentemente alla sua sparizione, rafforzando il proprio potere sulla partner, se lei lo fa rientrare nella propria vita, perché da quel momento in poi ella vivrà nel terrore di una sua nuova scomparsa.

Chi ghosterizza può essere anche un vero e proprio truffatore, uno che vuole estorcere del denaro dopo aver creato un legame intimo ed emotivo con la sua vittima. Seguendo un classico copione prima la fa innamorare grazie al love bombing (letteralmente bombardamento d’amore, cioè manifestazioni eccessive di affetto, ammirazione e attenzione), poi inizia a chiederle dei soldi per una improvvisa necessità sopravvenuta. Per motivarla a pagare, appare e scompare, la fa sentire in colpa, la nutre con briciole d’affetto fino all’atto finale in cui, dopo averle sottratto la cifra che si era prefissato, si dilegua definitivamente.

In generale si può affermare che chi fa ghosting possieda dei tratti di personalità patologici o un vero e proprio disturbo del carattere, che può essere di tipo evitante, narcisistico, borderline o addirittura sociopatico, quando le sue intenzioni sono di natura malevola o truffaldina.

La vittima di ghosting non sa di avere a che fare un uomo bugiardo, egocentrico, affettivamente immaturo, che non prova empatia, manipolatorio o in alcuni casi, propriamente sadico. Nel momento in cui egli scompare, si trova catapultata in un labirinto di sofferenza e non senso. Si sente piena di emozioni negative che si mescolano tra loro: confusione, tristezza, angoscia, rabbia, impotenza, ansia, senso di abbandono e di vuoto. Il malessere che percepisce si riflette anche sul corpo: può sperimentare sensazioni spiacevoli, somatizzazioni, insonnia o disturbi dell’appetito, che si aggiungono al suo sentirsi destabilizzata, sofferente, fragile e sola. L’essere passata dal pieno di una relazione, fatta di presenza, connessioni emotive, aspettative positive per il futuro, al silenzio assoluto che segue la scomparsa dell’ormai ex fidanzato è fonte di un intenso stress emotivo, e facilmente la vittima può scivolare in un disturbo d’ansia o depressivo. La sua mente è piena di rimuginazioni, di ricordi, di ipotesi, di autocolpevolizzazioni. Chi subisce ghosting si chiede continuamente: “Perché è scomparso? Cosa gli è successo? In che cosa ho sbagliato?”.

Per trovare un senso all’accaduto, inizia una ricerca del ghoster in tutti i modi che le sono possibili, spesso restando online a lungo, sperando di poter vedere l’ex divenuto fantasma. Ma ogni tentativo è vano e frustrante. La vittima si pensa inadeguata, difettosa, non abbastanza amabile e la sua autostima crolla, perché si ritiene la causa della scomparsa del partner. Inizia a dubitare del proprio valore, delle proprie capacità, tra cui quella di non aver saputo valutare l’altro per quello che era in realtà e di non aver avuto motivi abbastanza convincenti per farlo restare nella relazione. Prova un forte senso di fallimento e sconfitta personale. Il ghoster l’ha tagliata fuori dalla sua vita senza un perché, le ha mancato di rispetto, l’ha usata per scopi che non riesce a capire. Il mondo, certo e felice fino a un attimo prima, si trasforma per lei in un posto minaccioso e oscuro perché ha perso la fiducia nell’altro, quale altro da sé.

Non poter dare un senso alla propria sofferenza le impedisce di elaborare la perdita e guardare al futuro con speranza. Spesso la vittima deve riempire da sola quel pezzo mancante, operazione non sempre facile da fare senza l’aiuto di uno psicologo.

Se avete ghosterizzato qualcuno o siete stati vittima di ghosting e avete bisogno di aiuto o solo voglia di condividere con me le vostre esperienze o riflessioni in merito a questo articolo, contattatemi tramite messaggio al 3355334721 oppure scrivetemi una mail a questo indirizzo: maggioli.roberta72@gmail.com

 

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https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/05/ghosting.jpg 400 495 Roberta Maggioli https://www.relazioninfinite.it/wp-content/uploads/2023/06/RelazionInfinite.jpg Roberta Maggioli2023-02-26 09:22:282023-08-23 19:39:00L’ALTRO LATO DEL GHOSTING

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